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Il Femminile Sacro
a cura di Stefano Longhi
   
 
Il Femminile Sacro
(La vecchia religione: il mondo originario sopravvissuto attraverso le fiabe e le leggende)

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C’è stato un tempo in cui le cose non stavano proprio come siamo stati educati a pensare dalla nostra cultura contemporanea. Un tempo in cui, il principio femminile che la donna interpreta ed esprime, aveva un’importanza fondamentale. Prima della civiltà greca e romana, il tempo era scandito dal calendario lunare piuttosto che solare. La comparsa e la scomparsa della luna e le sue fasi, costituivano un momento di riferimento inequivocabile. La donna, con il suo ciclo mestruale, incarnava questo ritmo, regolato dalla luna (di 28 giorni). Il calendario così determinato era lunare di 13 mesi. Ad affermarsi, poi, fu il principio maschile, con il suo calendario solare di 12 mesi, e il controllo attraverso la guerra, la finanza, la politica, la religione, la cultura. Il calendario di 13 lune e il tipo di energia che esso esprime deve essere assolutamente recuperato ed integrato nella rete di informazioni attuali perché indispensabile allo sviluppo armonico dell’umanità. Come mai questo tempo è terminato? E se è terminato come era iniziato? Chi ne ha decretato la fine? In verità quel tempo non è mai tramontato, quel tipo di pensiero e di cultura si è nascosta tra le pieghe della civiltà moderna per non essere distrutta, celata dentro i miti, nelle fiabe, nelle leggende fantastiche del Graal, nell’arte, nella musica e nelle scienze occulte. Esiste da sempre un fiume di pensiero che scorre parallelamente al fiume della modernità, ma sotterraneo e che emerge di tanto in tanto per rinfrescare la nostra memoria circa la sua esistenza. E’ nato prima l’uovo o la gallina? Il buon senso ci dice che l’ovulo è il luogo da cui tutti noi proveniamo. All’origine della vita, almeno nel senso umano del termine, c’è una donna. La cultura religiosa pone Dio quale creatore, ma si tratta di una ipotesi Teologica, nella realtà ci sentiamo tutti figli di madre. Una comparazione del DNA mitocondriale delle diverse razze umane, suggerisce che queste sequenze di DNA si siano evolute da un antenato comune. In base all’assunto che gli individui ereditano i mitocondri dalla propria madre segue che tutti gli esseri viventi hanno una linea di discendenza femminile che deriva da una donna chiamata appunto Eva mitocondriale. Si ritiene che Eva sia vissuta in Africa 200.000 anni fa. I mitocondri sono la batteria della cellula. Essi sono organuli che convertono gli zuccheri in elettricità necessaria alle attività della cellula. Essi sono considerati separati dalla cellula poiché hanno un proprio DNA non affetto da cambiamenti genetici. Un uomo, più recente, avrebbe generato una linea di maschi da cui discendono tutti gli uomini della terra. L’adamo – y – cromosomale sembra essere vissuto 75.000 anni fa, quindi più giovane della Eva mitocondriale. Apparentemente una sorpresa! Le civiltà arcaiche, libere da una Cultura dogmatica, si attennero ad un principio “naturale” conferendo così al femminile un valore creativo e culturale fondamentale: la capacità cioè di donare e tramandare la vita e la conoscenza. Una conoscenza naturale, legata ai ritmi naturali (alle stagioni, ritmi biologici), alla cucina, che costituisce lo zoccolo duro della saggezza umana. La civiltà arcaica scopre gli archetipi e li ritualizza, per renderli tramandabili: nasce così la vecchia religione. La donna aperta sul piano della sensibilità emotiva pone per prima l’attenzione al mondo della natura e dell’oltre, non lo fa attraverso i mezzi della scrittura, più tardi sviluppati dall’uomo e che decretano l’inizio della civiltà moderna, lo fa attraverso la tradizione orale e rituale. Quando una donna sta in cucina, ha il controllo degli elementi, anzi ad essere più precisi gli elementi (acqua, aria, terra, fuoco) collaborano con lei (perciò sarà chiamata strega). Le cose si trasformano in cucina così come si trasformano i semi che lei depone sottoterra, così come si trasforma il seme che l’uomo depone in lei. In epoca arcaica il benessere di una tribù dipendeva dal numero dei suoi componenti, e dalla disponibilità del cibo. In queste tribù le donne pensavano a tutto, cercavano erbe e radici selvatiche, seminavano, coltivavano e raccoglievano. Le donne potevano fare crescere le cose perché si trovavano in relazione con la luna, la quale ha il potere di influenzare il ciclo vitale delle cose. In molte lingue la parola che indica luna e mestruazioni è la stessa. Questo dimostra la natura affine della luna e delle donne. La luna crescente protegge tutte le cose che crescono. Era compito del capo tribù comunicare l’avvento della luna nuova e quindi il momento propizio per la semina e la raccolta. La luna calante ha la potenza della distruzione e della morte. Era considerato sfavorevole raccogliere, seminare o fare tutto ciò che necessita di sviluppo. Quando la luna è nera “malattia della luna” le potenze distruttive sono dominanti. Ci si doveva aspettare lo scatenarsi delle tempeste, delle potenze malefiche. Il mondo femminile era diverso dal modo in cui lo intendiamo oggi. Non aveva un carattere di fragilità ed incapacità, perché la verità naturale era conosciuta: la ciclicità della vita e la sua naturalità, il moto degli astri e i fenomeni celesti, la natura erano e sono ancora, sebbene taciuti, sufficienti alla comprensione del posto che occupiamo nell’universo. Le donne sono da sempre consapevoli del proprio potere seduttivo (condurre a sé) e dei due aspetti di tale potere: costruttivo e distruttivo. L’aspetto costruttivo ed armonico consiste nel condurre a sé l’uomo geneticamente compatibile. L’aspetto distruttivo è nel condurre a sé chiunque (uomini e donne), producendo caos nella società. Così le donne si diedero una regola, un’etica appunto, uno stile di comportamento. Quest’etica, falsamente interpretata, divenne morale e religiosa. La vita sessuale e amorosa della donna viene dedicata alla Dea mediante un atto di prostituzione eseguito nel tempio. Tutte le donne, in alcuni paesi, una volta nella vita erano obbligate a prostituirsi nel tempio. Prostituirsi per la donna significava sperimentare volontariamente la stessa debolezza che sperimenta l’uomo sedotto. In questo modo la donna non avrebbe più esercitato con leggerezza il proprio potere seduttivo. La maternità ha un aspetto duplice: luminoso-vitale, oscuro-feroce. Ciò che determina l’uno o l’altro è la consapevolezza del proprio essere donna. Quando il figlio raggiunge la maturità se la madre non è realizzata come donna lo sacrifica trattenendolo: Attis si castra e si uccide dopo essere stato reso folle dalla madre Cibele ; Horus fu ucciso da Set risparmiato da Osiride. La Donna diviene Vergine quando perde l’identificazione con il suo istinto seduttivo; è Madre quando si libera dall’idea ossessiva di possedere i propri figli. Prima dell’era moderna la società riconosceva l’importanza del femminile. Era una forma mentale diversa in cui prevalevano i concetti di armonia, ecosostenibilità, cosmogonia ed olismo. Tutto era fondamentale per il tutto e niente sacrificabile o inadeguato.Tutto ciò presente in una cultura articolata e ricca fatta di testi, conoscenze sapienziali, ecc. Nella Dea Madre le donne trovavano riflessa la propria natura femminile più profonda. Mediante l’esecuzione di un rituale quelle donne ritrovavano un rapporto con il proprio Sè. Oggi la Dea non è più adorata, i templi sono stati distrutti, abbiamo dato fiducia solo alle forze maschili. Ma il Femminile sacro richiamato alla nostra memoria può indurci a mutare il nostro atteggiamento verso il mondo e verso noi stessi.
 
   
 
INFORMAZIONI SULL'ARTICOLO
 
Conferenza tenuta a S.M.Nuova (An) il 15 Febbraio 2006 ******* Su richiesta è disponibile la dispensa in 'power point' de: 'Il femminile sacro '. Richiedere a: info@ilrisvegliocentrostudi.com namar_@hotmail.com
   
 
INFOMAZIONI SULL'AUTORE
 
LONGHI STEFANO: laureato in ing. Elettronica e in ing. Delle microonde. Docente di scuola media superiore ad indirizzo tecnico, codocente presso la facoltà di ingegneria. Da molti anni si interessa di sviluppo armonico dell’uomo attraverso l’insegnamento di Gurdjieff. Studioso di discipline filosofiche - esoteriche, insegnante di Yoga. Ha svolto studi e conferenze su tematiche inerenti allo sviluppo dell’uomo.