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AMORE E RITUALITÀ NELL’INIZIAZIONE DEGLI EROI
a cura di Alessio Di Benedetto
   
 
AMORE E RITUALITÀ NELL’INIZIAZIONE DEGLI EROI
AMORE E RITUALITÀ NELL’INIZIAZIONE DEGLI EROI
AI TEMPI DEI CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA

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LE FATE DELL’AMORE

L’“iniziazione sessuale” dell’eroe, presso i Celti ed il matriarcato irlandese, rivestiva un’importanza fondamentale. Avveniva immediatamente dopo la consegna delle armi. Nella saga dell’Ulster (Irlanda settentrionale), l’eroe Cuchulainn si reca giust’appunto nell’isola di Skey, situata nel mare delle Ebridi, all’estremo nord della Scozia. Egli apprende da Skatha, donna guerriera della Terra delle Ombre, l’uso di armi particolarmente micidiali che rendono invincibile chi le possiede. In analogia ad altri casi, tuttavia, è quasi impossibile arrivare al castello della guerriera. Si esige, infatti, l’attraversamento di un ponte stretto e sospeso su un abisso popolato da mostri marini. Cuchulainn riesce nell’impresa e - quale ricompensa per il suo coraggio - oltre all’uso delle armi è istruito, nell’Amore, dalla figlia di Skatha, la profetessa Uathach. Il mito del ponte periglioso rimanda all’Epoca d’Òro dell’umanità, quando la morte non esisteva ed un “sistema di teletrasporto” collegava Cielo e Terra (AN-KI). ERA IL TEMPO IN CUI TRA UOMINI E DÈI SI COMUNICAVA SENZA ALCUNA DIFFICOLTÀ. BASTAVA CAMBIARE LIVELLO VIBRATORIO E COMPRENDERE, MEDIANTE LA MEDITAZIONE CANTATA, QUALE PORTALE TEMPORALE ATTRAVERSARE. PER QUESTO MOTIVO I RITI DELLA GRAN MADRE TENDEVANO A RISTABILIRE UN ACCESSO VERSO L’ALDILÀ.
Inoltre, l’incontro con la donna guerriera e con sua figlia adombra la necessità di eliminare le antitesi del nostro mondo duale per accedere alla verità ultima. L’unione divina o Maithuna ristabiliva, in tal modo, l’esperienza originaria dell’Androgino. La Kundalini Yoga (L’Amore Sacro) serve, secondo lo spirito orientale, greco e preceltico matriarcale, ad innalzare il Potere del Serpente (Samael), attraverso i Sette Chakras (vortici o Star gate), per realizzare la propria divinità: Harmonia col Tutto, con la sacralità della Natura, con la nostra parte complementare. Allora ci renderemo conto di essere neuroni di un unico cervello. LA PROFETESSA ERA NECESSARIA PER GUIDARE L’EROE, LUNGO L’APPRENDIMENTO GRADUALE DEL RITO D’APERTURA DEL CHAKRA CARDIACO. COSÌ L’ELETTO SI PURIFICAVA DA OGNI LEGAME EGOICO, FINO AD INNALZARSI AL LIVELLO SUPREMO DEL NOSTRO ESSERE.
L’EROE HA IL RICONOSCIMENTO DEL SUO RUOLO, SOLAMENTE DOPO AVER RICEVUTO “LA CONOSCENZA ERMETICA”, DIRETTAMENTE DAL SIMBOLO PRIMORDIALE, IL QUALE LO SCOLLEGA DAL COMPUTER FALSO E BUGIARDO CHE CONDIZIONA LA SUA VISIONE ANTITETICA. L’INIZIAZIONE, PERÒ, È UN RITUALE PAGANO CHE RIGUARDA VERITÀ OCCULTE SULL’ORIGINE DELL’UOMO ATTRAVERSO ALLEGORIE, AZIONI E TALISMANI (CHIAMATI METAFORICAMENTE STRUMENTI LETALI). INOLTRE CI SONO DEGLI OSTACOLI QUASI INSORMONTABILI DA SUPERARE. IL CASTELLO DELLA GUERRIERA NON È SITUATO IN QUESTO CAMPO ENERGETICO. PONTI PERIGLIOSI, ABISSI, MOSTRI MARINI ED ARMI MICIDIALI SONO LA METAFORA DELLA LOGICA PERVERSA DALLA QUALE È PERICOLOSISSIMO USCIRE.
Dopo gli ostacoli ci sono loro, in possesso delle più strabilianti magie dell’immaginario, quelle che hanno fatto sempre tremare le religioni monoteiste, inventate da alcuni maschietti con forti turbe sessuali come forma di controllo mentale e sociale. E sono Medea, Maga Circe, Ninti, Fata Morgana, Isolda, Ginevra, Meave, Skatha, Uathach … Il premio per l’eletto, consiste in rivelazioni esoteriche che riguardano il passato dell’uomo, la sua costruzione e la sacralità dell’Àmor. Diversamente, dovremmo concludere, secondo i nefasti pregiudizi cattolici, che siamo di fronte a veri e propri bordelli del Nord, i cui corrispondenti in India erano gestiti da Ishtar, ed in medioriente da Maria Maddalena (la prostituta, secondo l’Ekklesia). È tipico, però, del potere screditare chi possiede la verità per elezione. E qual è la via più breve per mettere in pratica la calunnia? Facendo leva sul moralismo bigotto, prodotto dal potere stesso per salvaguardarsi. La santificazione, infine, serve per proteggere quelli che si sono macchiati dei crimini più nefandi, al cui cospetto, le pulizie etniche moderne sono poca cosa. D’altronde, la presunta “immoralità” serve per tenere lontane le masse da tutte quelle conoscenze che scuoterebbero dalle fondamenta il potere chiesastico. Se poi l’“immoralità” non basta, i roghi, le distruzioni e la congiura del silenzio arrivano come i santi nei calendari, divoratori perpetui ed onnipresenti dei segreti pagani: la sacralità della Natura e della Donna!

ERESIA D’AMORE

Resta inoltre da chiedersi come mai tanto accanimento contro i miti popolari? Evidentemente essi non sono puri e semplici racconti ad uso e consumo della favolistica per bambini. La violenza criminale, con la quale sono state attaccate le credenze pagane, è la dimostrazione pratica della loro grandiosa importanza. Vogliamo fare il gioco di chi ha plagiato e programmato le nostre menti ed il nostro spirito da almeno 2.000 anni con idee-spazzatura? L’amore, nei paesi di lingua d’oc, nella Provenza e Linguadoca del XII secolo, si trasforma sempre più nella ricerca di libertà individuale, forse mai reclamata, con tanto vigore, dopo la caduta della civiltà celtica.
Si tenga sempre ben presente che il paese “dove il sì suona”, la Linguadoca e la Provenza, costituiva un’unica area culturale e linguistica che prendeva il nome di Occitania. Essa non aveva nulla a che vedere con la “Francia” che si riferiva, allora, esclusivamente all’Île de France, la regione che gravitava attorno alla città di Parigi. Se poi si ricorda che i Franchi provenivano dalla Germania, mentre a sud della Loira, le popolazioni erano tipicamente mediterranee, la cesura con la lingua del Nord o langue d’oil era pressoché assoluta. I due idiomi erano reciprocamente incomprensibili. L’occitano era, infatti, più vicino al catalano e al castigliano, a tal punto che – come rileva lo studioso medievale Joseph Strayer – “Un mercante di Narbonne si sarebbe fatto capire facilmente a Barcellona, mentre a Parigi avrebbe avuto bisogno di un interprete (…). Un barone dell’Île de France avrebbe trovato più uomini con cui parlare a Londra, o persino a Colonia, che non a Tolosa”.
L’Amore fu dunque una ricerca di libertà a tutto campo. Fu concepito proprio come mezzo d’innalzamento, sublimazione e misticismo. L’uomo si riappropriava in tal modo dei propri sentimenti, non solo del cuore, bensì anche dell’anima e dello spirito. Inevitabile che siffatto rinascimento dell’individualismo portasse fino alle mirabili libertà comunali. Condusse pure ad una politica sociale indipendente, dagli sviluppi religiosi privi d’ipocrisie e genuini nell’azione, nella sostanza e nel credo. Ecco perché l’Ekklesia romana li soffocò nel sangue e nei roghi della Santa Inquisizione. Questa sarebbe una vera giornata della memoria da celebrare in tutto il mondo. Ci chiediamo allora: Come mai nei “libri di testo” questi fatti non sono mai citati? Perché quando i resoconti ufficiali ne parlano, lo fanno in maniera del tutto superficiale? Per quale motivo si mettono in campo considerazioni tendenti a creare ipocriti alibi? Perché ci si nasconde dietro la fantomatica pericolosità del momento storico: come oggi il terrorismo arabo? Nemesi storica o il potere impiega sempre gli stessi metodi di propaganda, affinché gli schiavi avallino i suoi misfatti?

GLI ETERNI INNAMORATI

NELL’OPERA LIRICA DI WAGNER TRISTAN UND ISOLDE, ISOLDA, LA TESSITRICE DEL DESTINO UMANO, IMBASTISCE PERCIÒ LA REGIA. ORGANIZZA LE PROVE DA SUPERARE, PER RAGGIUNGERE LA VERITÀ DELL’AMORE COME FORZA DI NATURA E LA SUA ALCHIMIA COME BENE ETERNO E SPIRITUALE. E QUESTA ALCHIMIA SI REALIZZA PER MEZZO DELLA COPPA, DURANTE IL PRIMO ATTO. È la Coppa Graalica che contiene il Filtro di Morte, in quanto superamento del molteplice in unità superiore. La bevanda è, come nei riti dello sciamanesimo celtico, il sostituto dell’allucinogeno, che viene adoperato nelle libagioni. Isolda, quale Sacerdotessa dell’Isola di Man, officia il rito verso la fine del I atto, quando la nave è quasi giunta a destinazione. Svolge, pertanto, un ruolo simile a quello della Beatrice dantesca. È colei che mostra la nuova via verso il crepuscolo terreno, affinché appaia la sfolgorante luce delle Nozze Sacre. È la Regina di un nuovo regno, ove le Grandi Iniziate insegnano come liberarsi dall’inferno del karma (la Terra).

Nel dramma musicale del compositore tedesco Richard Wagner, accompagnano in continuazione la scena ed il testo due archetipi collettivi: la Notte e il Giorno. La prima rappresenta l’ombra, l’inconscio, l’istinto, l’essenza, il misticismo, l’Oriente, il Toro e il Serpente, la Dea Madre, Dioniso, il sogno di un amore totale, perfetto, pieno d’ebbrezza, l’estremo abbandono e la dedizione completa, la tolleranza e la comprensione. Il secondo esprime l’apparenza, l’aggressività, la divisione, il calcolo, la prestazione, l’eroico, l’onore, le regole sociali, i diritti matrimoniali, il possesso, l’Occidente, il Leone, il Padre, Apollo. Al Giorno sono associati Re Marco e Melot, mentre la Notte è cantata da Tristano e Isolda. Il primo cavaliere combatte per la Gran Madre uccisa dall’Occidente ed infine muore, nel corpo, insieme con l’ultima delle profetesse.
Fra gli atti, da questo punto di vista, vi è un’alternanza continua. Nel I, in cui la Coppa rappresenta il nucleo espressivo, si procede dal Reame della Notte (l’Irlanda) al Regno del Giorno (Cornovaglia scozzese). Nel II, l’azione interiore si svolge nel giardino della reggia di re Marco. Qui la fiaccola, che Isolda spegne quasi subito all’inizio dell’opera, è l’ultimo baluardo dei “fantasmi del Giorno”. Continua la più bella melopea dedicata alla Dea notturna, il Duetto d’Amore, interrotto brutalmente dal ritorno improvviso dei cacciatori, al seguito del re. Il III atto, infine, si apre nei possedimenti di Tristano a Kareol (Notte). Poi arriva re Marco (Giorno), su cui trionfa definitivamente l’Ombra di Afrodite nel canto d’Isolda che “muore” sul corpo di Tristano.

 
   
 
INFORMAZIONI SULL'ARTICOLO
 
Tratto da: Alessio Di Benedetto: L’Amore come via della conoscenza – Tristano e Isolda _ Il mito degli eterni innamorati dai Celti a Montségur, Macroedizioni, Diegaro di Cesena (FC), 2006.
   
 
INFOMAZIONI SULL'AUTORE
 
ALESSIO DI BENEDETTO È DOCENTE DI “STORIA ED ESTETICA MUSICALE” PRESSO IL CONSERVATORIO “U. GIORDANO” DI FOGGIA. I SUOI LIBRI, DEDICATI ALLA MUSICA, HANNO UN TAGLIO PARTICOLARE, IMPRONTATI AL CONCETTO UNIVERSALE CHE SUONA: “TUTTO CIÒ CHE NON HA PIÙ UN CENTRO È DESTINATO AD ANDARE IN FRANTUMI”. TRA QUELLI PUBBLICATI NEGLI ULTIMI ANNI RICORDIAMO, TUTTI PER LE EDIZIONI NUOVA CARISCH DI MILANO, SALVO INDICAZIONE CONTRARIA: ANALISI MUSICALE - INTRODUZIONE ALLE FUNZIONI DELL’ARMONIA (1994). MANUEL DE FALLA - HOMENAJE POUR «LE TOMBEAU DE CLAUDE DEBUSSY» (1996). ALEXANDER SCRIABIN - ATTO PRELIMINARE (1996). A. SCRIABIN: VII SONATA - «MESSA BIANCA» (1997). CD ROM: A. SKRJABIN - VITA, OPERE, IDEE (1997). DUE STUDI: G. PERNAIACHI - S. L. WEIß (1998). MUSICA AD FIGURAM – CORRISPONDENZE FRA SUONI E COLORI, (MUSEO D’ARTE IMMANENTE, 2000). L’AUTORE HA ORA IN PREPARAZIONE UN ROMANZO SULLA VITA DI RICHARD WAGNER, UN ROMANZO SENZA TEMPO, CHE INIZIA DALLE BARRICATE DI DRESDA DEL 1849 E TERMINA NEL 2013, BICENTENARIO DELLA NASCITA DEL COMPOSITORE TEDESCO. NEL 2003, HA PUBBLICATO IL LIBRO DI STAMPO OLISTICO I NUMERI DELLA MUSICA E LA FORMULA DEL COSMO – DAGLI EGIZI AI GIORNI D’OGGI, ED. ECIG, GENOVA, CHE HA CONSEGUITO UN ECCELLENTE SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA, VENDENDO PIÙ DI 24.000 COPIE. DA POCO È STATO PUBBLICATO DA MACROEDIZIONI IL TESTO A CARATTERE SIMBOLICO INIZIATICO: L’AMORE COME VIA DELLA CONOSCENZA: TRISTANO E ISOLDA
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Alessio Di Benedetto è docente di “Storia ed Estetica Musicale” presso il Conservatorio di Foggia e tiene Corsi di “Canto Harmonico”, finalizzato alla guarigione, a Roma, Ancona, Rimini, Montegrotto (PD) e Vicenza. Ha pubblicato una decina di libri dedicati all’Analisi Musicale e alle corrispondenze tra suoni e colori. Nel 2003 ha dato alle stampe I NUMERI DELLA MUSICA E LA FORMULE DEL COSMO – DAGLI EGIZI AI GIORNI NOSTRI, dove ha rilevato le 6 costanti universali che governano la nostra spirale del Tempo. Con l’ultimo testo L’AMORE COME VIA DELLA CONOSCENZA - TRISTANO E ISOLDA fa risuonare quell’Antico Canto che univa tutte le cosa del Mondo.


Per contatti:
www.alexmusicanalysis.com
aldibe@jumpy.it