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AGLI AMICI DEL CAPRICORNO: “NON E’ MAI TROPPO TARDI” del 29/12/2014
 

Mi rivolgo agli amici del Capricorno, anche se lo scritto non è del tutto una novità. Ma ci sono altri nuovi ‘compagni di viaggio’ nella lista ai quali dedico in maniera particolare ciò che segue.
Mi auguro, comunque, che la lettura che segue sia ugualmente utile e di gradimento per tutti...una ‘rinfrescatina’ non fa mai male.
Ecco che, dopo aver ‘direzionato’ la propria vocazione (nono segno – Sagittario), il Capricorno (decimo segno), collocato allo Zenit dello Zodiaco, insegna che non basta la sola ambizione per arrivare in cima alla vetta dell’autorealizzazione, ma tempo, costanza, disciplina e resistenza che sono gli ‘ingredienti’ necessari affinché la vera FORZA si manifesti come consapevolezza, maturità e competenza.
L’analogia del tipo Capricorno con l’animale che lo rappresenta è sorprendente: solitario, capace di scalare la montagna con tenacia e attenzione tanto da acquisire una abilità particolare nel stare in equilibrio su pendii franosi e minimi spazi; dato che la vetta è piuttosto rocciosa e arida, ha imparato a nutrirsi di ‘poco’ ...dall’alto è possibile ammirare le comodità dei prati e dei camini fumanti, ma quelli appartengono al ‘collettivo’, alla casa paterna ad un sistema di regole e leggi al quale il Capricorno ha rinunciato per coltivare la propria individualità e indipendenza ovvero l’autonomia...totale.
In genere, sin da bambino, è reso precocemente adulto da doveri e responsabilità tanto che il suo percorso di ‘crescita’ interna sembra svolgersi in maniera ‘contraria’ rispetto a tutti gli altri segni. Infatti, Urano, che inizia a collegarsi con un ordine superiore nel settimo settore (Bilancia), in questa sede sembra ‘coadiuvare’ Saturno in un processo di ‘destrutturazione – costruzione’ di una personalità che, obbligata ad indossare troppo presto solide e rigide armature (difese), dovrà raggiungere il suo ‘tenero’ nucleo centrale per incontrare quell’infanzia mai avuta e ciò per non perdere sensibilità e morbidezza (Asse Capricorno - Granchio).
Il Capricorno che non riesce a fare questo passaggio lo si riconosce da una evidente somiglianza caratteriale con la ‘capra’, un animale scorbutico e poco socievole; dal prevalere, dunque, del malumore su altre emozioni che imprime nel volto del soggetto ‘pieghe’ evidenti di scontento e/o dal curvarsi oltremodo della schiena che sembra racchiuderlo sempre più su se stesso (la vetta appare lontana).
Occorre non dimenticare che il Capricorno appartiene al quarto quadrante zodiacale, in analogia con l’Inverno e con l’avanzare dell’età umana. Il messaggio più intimo che il Capricorno suggerisce è che anche nell’invecchiare occorre non smettere mai di sognare, di gioire, di giocare, di progettare, di amare.
D’altra parte per il Capricorno e per i Saturniani in genere, il lavoro di ‘destrutturazione – costruzione’ non è cosa da poco e i tempi d’attesa autorealizzativa sono, per loro natura, molto più lunghi. Ecco perché, nel loro percorso di vita, appaiono più vecchi da giovani e più giovani da vecchi.
Ma la lezione è valida per chiunque si avvii verso l’età senile (Saturno = Senex): “invecchiare ringiovanendo” (Mercurio = Puer) può benissimo diventare l’antidoto contro le malattie tipiche dell’età avanzata per godere di una vita lunga e di una vecchiaia ancora ricca di interessi e soddisfazioni.

(di Nazzarena Marchegiani)

 

 
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