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NEL SEGNO DEI PESCI: ALBERT EINSTEIN del 03/03/2008
 
Albert Einstein, nasce il 14 marzo del 1879 a Ulm, in Germania, da genitori ebrei non praticanti. L'infanzia di Einstein si svolge nella Germania di Bismarck, un paese in via di massiccia industrializzazione, ma anche retto con forme di dispotismo che si fanno sentire a vari livelli e in vari ambienti della struttura sociale.
Il piccolo Albert era per istinto un solitario ed impara a parlare molto tardi. L'incontro con la scuola è da subito difficile: Albert, infatti, trovava le sue consolazioni a casa, dove la madre lo avvia allo studio del violino, e lo zio Jacob a quello dell'algebra. Da bambino, legge libri di divulgazione scientifica con quella che definì "un'attenzione senza respiro". Non a caso, in seguito con amarezza dei primi corsi scolastici. Odiava i sistemi severi che rendevano la scuola, a quei tempi, simile ad una caserma.

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ALBERT EINSTEIN DISSE...:

. Vivo in quella solitudine che è penosa in gioventù, ma deliziosa negli anni della maturità.

• La perfezione della tecnologia e la confusione degli obiettivi sembrano caratterizzare la nostra epoca.

• Chi non è più capace di fermarsi a considerare con meraviglia e venerazione è come morto: i suoi occhi sono chiusi.

• La differenza fra la gloria reale e quella fittizia sta nel sopravvivere nella storia o in una storia.

• Anche se le leggi della matematica si riferiscono alla realtà, non possiedono una veridicità assoluta, e se l'avessero, allora non si riferirebbero alla realtà.

• L'arte é l'espressione del pensiero più profondo nel modo più semplice.

• Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita.

 

 
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