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IL 2010 E I SEGNI DEI TEMPI del 14/01/2010
 
"Gli amanti dell'arte dei numeri sacri sanno quanto questi siano importanti, e quante indicazioni se ne possano trarre. Poco importa se alcuni critici o storici affermano che l'inizio dell'era cristiana sarebbe in realtà avvenuto qualche anno prima dell'anno zero. La potenza dei vissuti del collettivo è grande e il numero che ci influenzerà maggiormente, durante l'anno che sta per iniziare, è il 2010. Per comprenderlo, ci rivolgeremo a due degli otto versi della Bibbia ebraica il cui loro valore numerico totale è di 2010.

Il primo è :

"E Zilpa, l'ancella di Lea, partorì a Giacobbe un secondo figlio" (Genesi 30, 12).

Nel verso successivo il bambino viene chiamato Asher, "Beato". E' forse il più radioso e positivo tra i nomi dei dodici figli di Giacobbe, che sarebbero poi diventi i capi delle dodici tribù di Israele. Asher = Osher, Alef - Shir - Resh, significa: beatitudine, felicità, serenità, piacere. La prima parola della Torà, Bereshit, si può leggere come Beit Osher, la Casa della Beatitudine. E' quindi quello stato di gioia che solo la perfezione può dare.
Inoltre, nell'ordine di corrispondenze tra le dodici tribù e i dodici segni zodiacali, Asher è la tribù dell'Aquario, il segno della Nuova Età.
Il bello è che ad avere questo nome è il figlio dell'ancella, Zilpa, di Lea, la moglie non preferita di Giacobbe. Per di più, lo stesso nome Zilpa, esprime un concetto di "basso valore", "trascurabile".
Possiamo trarne un grande insegnamento. Viviamo in una generazione veramente "di basso valore", dal punto di vista etico, morale, da quello della consapevolezza ecologica, da quello della generosità reciproca e, complessivamente, anche da quello culturale e spirituale. Eppure, è proprio questa generazione, a dispetto della sua decadenza, che è chiamata a far parte del grande movimento di trasformazione e di metamorfosi della Consapevolezza. Siamo la generazione di Asher, dell'Età aquariana.

L'altro verso il cui valore totale è 2010 è tratto dal libro del profeta Ezechiele (3, 2):

"Ed aprii la bocca e mangiai quel rotolo".

Per poter profetizzare, per diventare capaci di interpretare i segni dei tempi, e saperli insegnare agli altri, dobbiamo prima cibarci del rotolo che D-o stesso ci dà, con scritta sopra la Sua Parola, "fuoco nero su fuoco bianco".
che possa essere per noi "dolce come il miele", come lo fu per Ezechiele.

Un carissimo shalom a tutti voi, grazie mille per la vostra continua attenzione e sostegno.

Nadav "

(Da: Sapienza della Verità)



 

 
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