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IL COMPITO DEL CAPRICORNO del 03/01/2011
 

"Il Glifo stesso del segno è una capra con una coda di pesce, simbolo di una natura istintiva e potente che non può affiorare, ma che tuttavia crea impaccio ad un animale che deve arrampicarsi sulle montagne. La psicologia più comune ai nativi è quello del capro espiatorio: molti associano questo segno alla figura di Cristo (del resto anche la sua presunta nascita va sotto questo segno); il Cristo è l’immagine di colui che deve sacrificarsi per la gloria del proprio Padre e per la redenzione del mondo. Il tema del padre a cui il figlio deve umiliarsi è molto presente in questo segno, in cui Saturno pone l’accento sui concetti di autorità, di disciplina e di merito. Sicuramente al Capricorno non spetta la parte migliore dello Zodiaco, ed infatti sono rari i nativi che riescono a realizzarsi nella prima parte della vita, proprio perché troppo spesso hanno dovuto difendersi dalle circostanze esterne, da dover poi impiegare anni a smontare i meccanismi difensivi nei quali restano a lungo intrappolati. E’ il classico tema della Croce, in cui la materia imprigiona lo spirito, e del Cristo, che deve lasciar morire la sua parte umana per poter far nascere la sua parte spirituale. Il compito più difficile del Capricorno sta nel liberarsi da una struttura imprigionante, affinché possa iniziare il suo cammino di liberazione della natura interiore. Il mito che più rappresenta questo segno è quello di Azazel, un Dio ebraico che si affianca originariamente a Jahweh. Azazel impersona il capro espiatorio ed è costretto ad addossarsi tutte le colpe che il popolo di Israele ha commesso nel trasgredire alle leggi di Jahweh, dopo di che deve andare ramingo per il deserto con il suo carico di disperazione. Il simbolismo del deserto è sempre presente in questi miti capricorniani; esiste anche nel Crono greco, costretto a scendere nel Tartaro; entrambi questi luoghi rappresentano una sorta di errare vagabondo prima che si riesca a contattare la vita, gli scopi e l’essenza. Solo quando si sono attraversati questi luoghi, che rappresentano l’ombra personale, si riuscirà a smantellare la struttura tirannica e giudicante su cui si è forgiata l’identità. Sarà proprio questa esperienza a renderlo duttile, ad insegnargli a valorizzare la vita ed a fargli credere che il sole al mattino sorge anche per lui." (Lidia Fassio)

 

 
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