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RICERCATORE E ESPERIENZA del 18/03/2011
 

LETTERA DI UN RICERCATORE A ESPERIENZA:


"Non posso vivere senza te, amante mia, e dai tuoi strali non so come difendermi. Ti cerco dall’alba al tramonto, e da mane a sera tu mi baci e mi ferisci, a te attirandomi per poi lasciarmi amareggiato e colpito,come un bimbo solo e stupefatto dalla perdita del seno materno. A te non so rinunciare, amante mia, a te che mi conduci nelle valli del piacere, e mi inebri con il profumo della rosa e del ginepro, per poi precipitarmi nell’assenza d’ogni soavità…per poi negarmi ciò che in un istante mi hai donato…rendendomi confuso e impaurito dal futuro." 


RISPOSTA DI ESPERIENZA:


"Sono quella che sono, amato mio; né ciò ch’io sono corrisponde invero al crudele volto che tu dipingi. Affascinante io sono. Tale è la mia natura. Benchè numerosi come le stelle in cielo siano coloro che tentano invano di annientare il mio caldo e profumato alito, esso permane in ogni cellula lucente del tuo essere. Non io spezzo la sicurezza del futuro, bensì l’attaccamento che tu mostri per ogni nostro fugace incontro. Mai possiedi interamente le mie membra; mai bruci i miei sensi con il fuoco della passione; mai in me ti inebri fino a perder la memoria e reincontrarmi quale novella amante. Tu con me sempre cerchi l’inutile certezza d’un futile matrimonio…e distruggi in tal modo l’Eros che in me ti renderebbe Libero."
 

 

 
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