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ERMES - MERCURIO E IL MITO del 14/06/2011
 

"Pur celebre soprattutto come messaggero degli Dei dell'Olimpo, Ermes era anche il Dio dei pastori, tanto che spesso è raffigurato come Crioforo, ossia con un agnello sulle spalle; ma era pure il Dio dell'astuzia e della sagacia, del baratto e quindi del commercio, così come del furto.


Nato dalla Ninfa Maia, in una caverna del Monte Cillene, in Arcadia , era stato concepito da Zeus in piena notte, mentre dormivano sia gli Dei che gli uomini, e venne al mondo il quarto giorno del mese, che così gli fu consacrato per sempre (nel mondo romano, invece, egli ebbe nome Mercurio e gli fu dedicato il mercoledì). Fin dalla nascita, pur fasciato con bende secondo l'uso antico e adagiato nella culla, dimostrò una eccezionale precocità: a forza di muoversi riuscì a divincolarsi, liberandosi e fuggendo fin nella lontana Tessaglia, dove suo fratello Apollo pascolava le mandrie di buoi. Ermes gli rubò alcuni capi e, attaccato un ramo frondoso alla coda di ciascun animale, li condusse attraverso tutta la Grecia, fino a nasconderli in una grotta presso la città di Pilo, senza che se ne potessero scorgere le impronte. Ritornato quindi nella sua grotta sul Cillene, prima di infilarsi nuovamente tra le fasce, scorse una tartaruga, la uccise, ne svuotò il carapace e vi applicò alcune corde ricavate dagli intestini di alcuni buoi rubati ad Apollo, creando così la prima lira. Ma Apollo, accortosi del furto, protestò con la madre di Ermes, Maia, che, vedendo il bimbo ancora avvolto nelle fasce in cui lei stessa lo aveva sistemato, non voleva credere alle accuse. Fu così che Zeus intervenne, imponendo la restituzione dei buoi, ma Apollo, incantato dal suono della lira appena inventata, non esitò a barattarli con il nuovo strumento, nel quale divenne maestro. Più tardi Ermes, mentre custodiva proprio i buoi che Apollo gli aveva lasciato, avrebbe inventato anche il flauto a più canne (la 'siringa'), e di nuovo Apollo avrebbe offerto in cambio del nuovo strumento il suo bastone d'oro, il caduceo, che sarebbe così divenuto il simbolo di Ermes nella sua veste di messaggero degli Dei, e quindi anche di tutti gli ambasciatori."


(Mitologia Greca - Casa Editrice Bonechi -)

 

 
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